Non è una pensione a sé stante, ma un'integrazione che garantisce un importo mensile minimo a chi ha una pensione calcolata con il sistema retributivo o misto che risulterebbe altrimenti troppo bassa.
Nel linguaggio comune si parla spesso di «pensione minima», ma il termine tecnico corretto è trattamento minimo: un'integrazione erogata dall'INPS a carico dello Stato, che porta l'importo di una pensione calcolata con il sistema retributivo o misto fino a una soglia minima garantita, quando il calcolo basato sui contributi versati darebbe un importo più basso.
Il trattamento minimo si applica alle pensioni di vecchiaia, anticipata, di invalidità e ai superstiti liquidate (anche solo in parte) con il sistema retributivo o misto. Non si applica invece a chi è interamente nel sistema contributivo (chi non aveva alcun contributo versato al 31 dicembre 1995): per queste persone la pensione di vecchiaia richiede comunque, come condizione di accesso, che l'importo raggiunga almeno quello dell'assegno sociale.
Il diritto all'integrazione al trattamento minimo dipende anche dal reddito personale e, se coniugati, da quello del coniuge: superati determinati limiti, l'integrazione si riduce o decade del tutto.
Sono tre istituti diversi, spesso confusi tra loro perché tutti legati a una soglia minima di importo.
Integrazione di una pensione previdenziale già maturata (serve aver versato contributi), calcolata col sistema retributivo o misto. Importo 2026: 611,85€/mese.
Prestazione assistenziale pura, senza alcun requisito contributivo: richiede 67 anni di età, 10 anni di residenza in Italia e un reddito sotto soglia. Importo 2026: 546,24€/mese. Scopri l'assegno sociale →
Un ulteriore importo aggiuntivo per chi percepisce già una pensione e ha redditi molto bassi: 26,25€/mese tra 60 e 64 anni, 83,90€/mese tra 65 e 69 anni, 146,30€/mese dai 70 anni (se non si percepisce la 14ª mensilità), con soglie di reddito differenziate per fascia d'età.
No: il trattamento minimo (611,85€/mese nel 2026) si applica solo a chi ha una pensione previdenziale calcolata col sistema retributivo o misto che risulterebbe più bassa di questa soglia, ed è comunque soggetto a limiti di reddito. Chi è nel sistema interamente contributivo non ha diritto al trattamento minimo.
No, il trattamento minimo integra una pensione previdenziale già maturata con i contributi versati. Chi non ha contributi sufficienti per nessuna pensione può eventualmente avere diritto, a condizioni diverse, all'assegno sociale, una prestazione assistenziale che non richiede contributi.
La pensione minima integra una pensione previdenziale esistente; la pensione sociale (oggi sostituita dall'assegno sociale per le nuove domande) è una prestazione assistenziale autonoma, che non richiede contributi ma solo requisiti di età, residenza e reddito.
Scopri cosa si intendeva per pensione di anzianità e qual è oggi il suo equivalente, la pensione anticipata.