Le gestioni autonome INPS per artigiani e commercianti: aliquote contributive, contributo fisso annuo sul reddito minimale e strumenti per unire i contributi versati in carriere miste.
Gli artigiani e i commercianti sono iscritti a due distinte gestioni autonome dell'INPS, ciascuna con una propria aliquota contributiva IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti).
Gli artigiani versano un'aliquota del 24% sul reddito fino a 56.224€/anno, che sale al 25% sulla quota eccedente. I commercianti versano invece il 24,48% fino alla stessa soglia e il 25,48% oltre: lo 0,48% in più rispetto agli artigiani finanzia l'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale.
Entrambe le categorie versano inoltre un contributo fisso annuo calcolato sul reddito minimale, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto, salvo poi versare in percentuale sulla parte di reddito che supera tale minimale.
Aliquota IVS del 24% sul reddito fino a 56.224€/anno; 25% sulla quota di reddito eccedente tale soglia.
Aliquota IVS del 24,48% fino a 56.224€/anno; 25,48% oltre tale soglia. Lo 0,48% in più finanzia l'indennizzo per la cessazione dell'attività.
Chi ha lavorato sia come dipendente sia come autonomo (o in più gestioni diverse) può unire i contributi versati con tre strumenti differenti.
Gratuito. Somma i periodi contributivi versati in gestioni diverse ai soli fini del diritto alla pensione, senza trasferirli: ciascuna gestione liquida la propria quota in base ai contributi versati.
Gratuita (D.Lgs. 42/2006). Somma tutti i contributi delle diverse gestioni in un'unica pensione, calcolata però sempre con il sistema contributivo: generalmente meno vantaggiosa economicamente, ma senza costi.
Onerosa. Trasferisce tutti i contributi di una gestione in un'altra (di solito quella in cui si conclude la carriera), dietro pagamento di un onere calcolato dall'INPS in base alla differenza di valore tra le gestioni.
Le aliquote sono molto simili, ma i commercianti versano lo 0,48% in più rispetto agli artigiani (24,48%/25,48% contro 24%/25%), quota che finanzia l'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale.
Sul minimale di reddito (15.953€/anno per il 2026) si versa il contributo fisso annuo; sulla parte di reddito che supera il minimale si versa in percentuale, secondo le aliquote previste per ciascuna gestione.
Sono tre strumenti per unire i contributi versati in gestioni diverse. Cumulo e totalizzazione sono gratuiti, ma la totalizzazione calcola l'intera pensione con il sistema contributivo; la ricongiunzione è invece onerosa ma può consentire un calcolo più favorevole in alcuni casi. La scelta più conveniente dipende dalla propria storia contributiva e va valutata con l'INPS o un consulente del lavoro.
Le regole di compatibilità tra gestioni diverse dipendono dalla situazione specifica: è opportuno verificare il requisito aggiornato presso l'INPS o rivolgersi a un patronato o a un consulente del lavoro.
Consulta l'elenco generale delle pensioni e delle prestazioni previdenziali e assistenziali italiane.